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La mediazione familiare: cos'è e quali sono i suoi vantaggi

2026-01-08 09:00

Annarita Vertucci

Diritto civile,

La mediazione familiare: cos'è e quali sono i suoi vantaggi

La mediazione familiare, ai più è nota dopo che la c.d. riforma Cartabia, introdotta con il d.lgs. 149/2022, ha valorizzato finalmente uno strumento e

La mediazione familiare, ai più è nota dopo che la c.d. riforma Cartabia, introdotta con il d.lgs. 149/2022, ha valorizzato finalmente uno strumento efficace e presente in Italia da più di trent’anni, istituendo presso ciascun Tribunale anche un elenco dei mediatori familiari. 

All’art. 473 bis.14 c.p.c. si prevede che il Giudice, già dall’emissione del decreto di fissazione della prima udienza “informa le parti della possibilità di avvalersi della mediazione familiare”. Inoltre, la legge prevede che il giudice possa invitare le parti a esperire il tentativo di Mediazione familiare in qualsiasi momento del processo. Ovviamente le parti possono accedere alla mediazione familiare anche prima di rivolgersi all’Autorità Giudiziaria, e spesso, questa scelta si rivela di gran lunga la più efficace.

Ma in cos’è la mediazione familiare? E’ un percorso di riorganizzazione delle relazioni familiari in vista, durante o dopo una separazione, con l’obiettivo di mantenere una relazione co-genitoriale responsabile e condivisa a tutela dei figli. 

Il Mediatore Familiare è un professionista terzo, imparziale, qualificato e con una formazione specifica, che opera per facilitare il processo di comunicazione all’interno della famiglia e il cui ruolo è stato regolamentato dal d.i. 151/2023.

Non è obbligatoria, ma un percorso volontario di massimo 10/12 incontri con cadenza quindicinale, a cui le parti decidono o meno di aderire. Per tale motivo il primo colloquio informativo congiunto è gratuito, in quanto diretto a spiegare finalità e modalità di organizzazione del percorso e per valutare se la coppia è mediabile ( ci sono infatti dei casi, i cd. “Semafori rossi” della mediazione familiare, in cui non è possibile procedere con questo percorso).

Va però sottolineato che la mediazione non è una psicoterapia e non è nemmeno una terapia di coppia, ma si concentra sul migliorare la comunicazione tra le parti, spesso disfunzionale, e ad abbassare il livello di conflitto al fine dell’esercizio condiviso della genitorialità. L’obiettivo è quello di ricercare di soluzioni concrete per armonizzare i bisogni e le opinioni contrapposte della coppia genitoriale in difficoltà, nell’interesse superiore dei figli minori.

Spesso, infatti, chi si separa dimentica che ci si separa dagli ex coniugi ( o conviventi) ma non dai propri figli.

Con la mediazione familiare dunque:

- si possono riorganizzare ruoli e funzioni nel nuovo assetto familiare;

- si può predisporre un piano genitoriale su misura;

- si può migliorare la comunicazione; 

- si può gestire e ridurre il conflitto.

 

Quali sono i suoi vantaggi? Facilitare la comunicazione, per riportare il focus sul benessere dei propri figli e sulle conseguenze pregiudizievoli che potrebbero ricadere su quest’ultimi se i genitori non riescono a collaborare. Tutto ciò al fine di predisporre un piano genitoriale su misura, tenendo conto delle esigenze di quella famiglia, che potrà essere oggetto del ricorso per separazione consensuale e, successivamente, omologato dal Tribunale oppure potrà essere inserito in un accordo di negoziazione assistita.

La mediazione familiare è quindi un’opportunità per la coppia genitoriale di evitare che il loro conflitto ricada inevitabilmente sul benessere dei propri figli.