La coordinazione genitoriale è un metodo per il trattamento dell’Alta Conflittualità delle coppie separate, ossia quando il conflitto è:
Pervasivo, con la coppia che non trova accordi su nulla, neppure sulle questioni gestionali ordinarie;
Persistente, cioè si prolunga nel tempo e blocca l’evoluzione del nucleo familiare,
e Intenso, vale a dire caratterizzato da aggressività e da sentimenti di odio e di ostilità, risultando quindi dannoso per i figli minori che, subendolo, possono sviluppare vari disturbi.
La Co.Ge. rientra tra i metodi alternativi di risoluzione delle controversie (ADR- Alternative Dispute Resolution), non riservato e non valutativo, gestito con uno stile direttivo, a differenza della mediazione familiare, che è una pratica collaborativa ( ossia un metodo non contenzioso di risoluzione dei conflitti familiari) e tenuta alla riservatezza dei contenuti.
La letteratura scientifica in materia ha messo in evidenza come la modalità di relazione tra coppie conflittuali, con svalutazione reciproca dei coniugi, espone i figli minori a grossi rischi evolutivi: i figli di genitori altamente conflittuali, infatti, hanno da 1/3 a ½ di possibilità in più di sviluppare problemi evolutivi, proprio perché i genitori, concentrati sui loro gravi litigi, non riescono più a svolgere le loro funzioni genitoriali di accudimento e cura come dovrebbero.
La Co.Ge. e’ incentrata sui figli, ma lavora con i genitori ed è una pratica di stampo arbitrale: li aiuta e sostiene nelle scelte in tema di salute, educazione, frequentazione del genitore non collocatario e, in generale, nell’applicazione di quanto previsto dai dispositivi emessi dall’Autorità Giudiziaria, vigilando sulla loro attuazione e può anche assumere decisioni nell’interesse dei figli, se i genitori non riescono a farlo.
L’incarico al coordinatore genitoriale può aver luogo sia da parte del tribunale che su incarico delle parti. La durata dell’incarico, salvo diversi accordi, è di 6 mesi rinnovabili fino ad un massimo di 24.
Il Co.ge. lavora sui dati di natura fattuale e comportamentale ed è un professionista terzo e imparziale ( a differenza del mediatore familiare che è neutrale), che aiuta la coppia a mettere in pratica la bigenitorialità attraverso la realizzazione e il mantenimento delle condizioni stabilite dall’autorità giudiziaria o concordate consensualmente nonchè di quelle maturate durante il processo. Previo consenso dei genitori, con sottoscrizione di apposito contratto, il coordinatore genitoriale può formulare raccomandazioni e, nei limiti dell’incarico ricevuto e della normativa vigente, prendere decisioni nell’interesse dei figli.
