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Fiscalità internazionale e lavoro da remoto: il regime Impatriati aggiornato al 2026

2026-02-04 10:54

Raffaele Vantrella

Diritto Tributario,

Fiscalità internazionale e lavoro da remoto: il regime Impatriati aggiornato al 2026

Il 2026 segna un anno di svolta per la fiscalità internazionale italiana, con l’evoluzione normativa che riflette i cambiamenti profondi nelle modalit

Il 2026 segna un anno di svolta per la fiscalità internazionale italiana, con l’evoluzione normativa che riflette i cambiamenti profondi nelle modalità di lavoro, tra cui lo smart working globale. Il regime dei lavoratori impatriati, disciplinato dal decreto legislativo n. 209 del 2023, rappresenta lo strumento chiave per favorire il rientro dei talenti in Italia, offrendo agevolazioni fiscali significative a chi trasferisce la propria residenza fiscale nel Paese. 
La novità principale, confermata dall’Agenzia delle Entrate con l’interpello n. 2 del 2026, riguarda l’applicabilità del regime anche a chi lavora da remoto per un datore di lavoro estero, a condizione che l’attività sia svolta prevalentemente sul territorio italiano e che siano rispettati i requisiti soggettivi e temporali previsti dalla normativa. Questo chiarimento elimina l’incertezza interpretativa che in passato limitava l’accesso all’agevolazione ai soli lavoratori legati a datori italiani, sottolineando come il criterio decisivo sia la territorialità della prestazione lavorativa piuttosto che la sede legale del datore. In termini pratici, il regime consente di tassare solo il 50% del reddito da lavoro prodotto in Italia fino a un limite annuo di Euro 600.000,00 per un periodo massimo di cinque anni, con possibilità di proroga in casi particolari, e rappresenta uno strumento efficace per attrarre competenze dall’estero e incentivare il rientro dei professionisti italiani. 
La normativa richiede tuttavia attenzione, perché l’accesso all’agevolazione dipende dalla corretta definizione della residenza fiscale e dalla prevalenza dell’attività in Italia, elementi fondamentali per evitare rischi di contenzioso e per garantire la piena compatibilità con i trattati internazionali in materia di doppia imposizione. Per imprese e lavoratori il regime impatriati nel 2026 offre un’opportunità concreta di pianificazione fiscale strategica, consentendo di conciliare la flessibilità del lavoro da remoto con vantaggi fiscali significativi, ma richiede un’attenta valutazione della situazione individuale e dei vincoli normativi. 
In definitiva, il 2026 consolida una visione moderna della fiscalità internazionale italiana, capace di adattarsi alle nuove forme di lavoro e di valorizzare la mobilità dei talenti senza rinunciare alla certezza e alla trasparenza fiscale.