L’introduzione della figura del safeguarding è stata una priorità del legislatore nella nota riforma dello Sport. Definita come l'insieme di misure preventive e presidi di controllo volti a garantire un ambiente sportivo sicuro, inclusivo e rispettoso, per tutti gli operatori del settore deve essere una priorità di natura etica, prima ancora che un obbligo giuridico.
Studi condotti a livello internazionale (Cases - Child Abuse in Sport European Statistics (2021) nello sport; Athlete Culture & Climate Survey (2022); Relazione della Procura Generale dello Sport presso il CONI (2023)) riportano dati drammatici in tema di abusi e violenze. Le quattro forme principali di violenza identificate sono quelle psicologica, fisica, negligenza e sessuale con contatto o senza contatto fisico.
Significativi sono i dati riportati dalla Commissione Safeguarding della FIGC che, nel corso del 2025 ha gestito complessivamente 173 segnalazioni.
A livello internazionale, allo stato attuale manca una convezione specifica sul tema del Safeguarding nello sport, tuttavia, possono essere richiamate ed applicate al contesto sportivo diverse disposizioni contenute in vari strumenti convenzionali.
Possiamo richiamare la Dichiarazione di Ginevra sui diritti del bambino 1924), la Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell’Adolescenza (1988), Convenzione di Lanzarote e Carta Internazionale dell'Educazione Fisica dell'UNESCO (2015).
A livello Nazionale, il D.Lgs. 36/2021 si inserisce nel più vasto contesto della revisione dell’art. 33 della Carta costituzionale in virtù della quale ora risulta sancito il principio secondo cui “la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico
dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.
Tale intervento impone la nomina di un Responsabile della protezione dei minori, inoltre obbliga le federazioni a redigere Linee Guida per i Modelli Organizzativi e di Controllo (MOC) e Codici di Condotta. I punti cardine sono stati recentemente evidenziati in una recente pubblicazione a cura del Ministero del Lavoro e del Dipartimento dello Sport, il legislatore ha trattato esplicitamente il tema degli abusi.
In ambito sportivo, poi, la Giunta azionale del CONI, con Delibera n. 255 del 25 luglio 2023, ha imposto specifiche scadenze per gli adempimenti relativi all’introduzione della figura del Safeguarding, tra cui l'adozione dei MOC dell’attività sportiva e dei Codici di Condotta a tutela dei minori in conformità alle Linee guida federali. I MOC devono essere aggiornati ogni 4 anni e tenere conto delle caratteristiche di ciascuna associazione o società sportiva affiliata e delle esigenze dei tesserati.
Le Associazioni e Società sportive affiliate che non adottano i MOC e i Codici di Condotta sono soggette a procedura sanzionatorie secondo le normative disciplinari adottate dalle Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate, Enti di Promozione Sportiva e Associazioni Benemerite a cui esse sono affiliate.
Il CONI ha affermato che il mancato adeguamento agli obblighi relativi alla nomina del Safeguarding Officer ovvero la dichiarazione non veritiera rispetto ai predetti obblighi costituiscono violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza, ai sensi del Regolamento di Giustizia.
